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Fotografia di Loreno Molaschi

Chi è Miriam? Qual è stato il percorso che ti ha portata nel mondo della consulenza e della formazione manageriale?

Che bella domanda! Riprendo un insieme di identità perché in un’unica trovo difficoltà a descrivermi: Imprenditrice, Sognatrice, Coach, Trainer, Mamma, Compagna, Figlia, Amica e Amante del Bello in ogni sua forma, Appassionata delle Passioni e Runner (anche se a riposo in questo momento). Ho sempre lavorato come consulente per lo sviluppo alla formazione 20 anni fa nel 1998 la mia prima esperienza in ambito formazione, presso la Regione Lombardia dove davo supporto alle strutture formative per la progettazione dei Piani in ambito Fondo Sociale Europeo. Poi nel 2000 la mia prima Società di Formazione accreditata, da lì all’accreditamento ne ho portate diverse di società, tutt’ora operative nella Regione. Per quasi 10 anni ho spaziato dall’orientamento alla scelta della facoltà universitaria, alla formazione dirigenziale e poi, un po’ per passione e un po’ per necessità (nel 2005 è nata Beatrice) ho deciso di dedicarmi alla formazione continua e permanente rivolta al Capitale Umano delle Aziende.  2009-2019 altri dieci anni di crescita al fianco di Manager, Dirigenti ed HrManager di differenti dimensioni e settori: dalla PMI alla grande Multinazionale e dal Metalmeccanco, al Farmaceutico passando per il Luxury, Oil & Gas, Alimentare, Manifatturiero ecc.. Da queste meravigliose persone raccolgo soddisfazioni, desiderio di trasferimento del know how e soprattutto necessità di innovazione anche nei servizi di formazione. Come si dice? “non abbiamo inventato l’acqua calda!” abbiamo pensato a soluzioni in risposta a necessità intersettoriali: velocità, applicabilità, trasferibilità ed integrazione.

Secondo te cosa fa la differenza nel successo o insuccesso di un progetto?

Credo che oggi davvero chiunque ha la teorica possibilità di poter fare la differenza. Bisogna solo volerlo, essere disposti a studiare e applicarsi tanto. Farlo con costanza e persistenza! Se guardassi solo al nostro percorso, i due elementi che hanno fatto la differenza sono stati: una forte integrazione tra conoscenze e capacità, nonché l’attitudine al lavoro di squadraForte integrazione tra conoscenze e capacità, in risposta ad un mondo del lavoro sempre più complesso ed interconnesso che richiede alle aziende di orientarsi verso una sempre maggiore flessibilità, per mantenere la competitività. Vede la necessità in me e nei miei colleghi di continuo aggiornamento sia nei temi di nostra competenza diretta, quelli che ci contraddistinguono e che formano la base delle competenze distintive, sia lo sviluppo di sempre più efficienti abilità trasversali che ci permettano di adattarci a differenti situazioni e valorizzare il potenziale delle risorse umane con cui lavoriamo. L’integrazione tra hard e soft skills trova applicazione non solo nella gestione della consulenza ma anche nei team di progettazione e di conseguenza in ogni soluzione proposta nei percorsi formativi. Lavoro di squadra, a mio avviso l’aspetto più entusiasmante della nascita di qualunque nuovo progetto di successo: il lavoro di squadra per me è musica! Nel nostro Team troviamo 50 anni di storia, di fatto nello stesso tavolo siedono il Master Trainer con oltre 40 anni di esperienza e il Tirocinante alle prime armi, trovo che questo sia il modo di generare virtuosismi tra tradizione e innovazione! Se si aggiunge che nelle task di progettazione collaborano quelli che noi chiamiamo “ingegneri umanistici” e “psicologi ingegneristici”, l’emozione non può che essere raddoppiata! Tornando alla musica: se chiedete a qualsiasi musicista cosa apprezza di più del suo lavoro quando suona vi risponderà “l’ascolto collettivo”, perché stando insieme si amplificano le emozioni e anche l’esecuzione migliora.  Questo vale in tutti i progetti di successo, ancor più in una società di consulenza e formazione manageriale dove devi unire competenze, capacità, creazione e innovazione, si necessita differenti “PointOfView” che uniscano professionalità diverse, come in un lavoro d’orchestra dove il contributo di ciascuno è una nota fondamentale capace di fare la differenza.

Con un’attività già ben avviata nella consulenza alla formazione finanziata, cosa ti ha spinta alla creazione di Simplify Academy?

Sono una persona in costante movimento e crescita, quello che chiedo ai miei ragazzi e ai miei colleghi è di non sentirsi mai arrivati!  Ogni traguardo di arrivo deve essere un nuovo punto di partenza! Con i ragazzi del mio team lavoro con la logica dell’80/20: l’80 è il dovere il 20 la passione! Invito sempre loro ad ottimizzare la gestione dell’80 al fine di impegnare in esso meno tempo, abbassare la percentuale e aumentare quella della passione. Questo principio applicato all’azienda vedeva nell’80 la consulenza alla formazione finanziata e nel 20 la formazione tailor made. Nella consulenza alla formazione finanziata eravamo ad un buon punto di arrivo, processi standardizzati e ottima qualità del prodotto, era giunto il momento di incrementare ciò che è la nostra passione, e così il la all’Academy è arrivato in modo molto naturale, quasi una risposta alle richieste di Manager e Dirigenti d’azienda, il cui desiderio è trovare la formula affinché la formazione dia risultati che permangano nel tempo. Per rispondere alla desiderata abbiamo lavorato su 4 Item, che per noi sono i “gap da colmare” nella formazione per dare vita ad un prodotto che abbia efficacia ed efficienza:

  • Item 1 – Esiste un vuoto di motivazioni nelle persone. spesso, il “cliente” non è il “cliente”!
    L’organizzazione paga per accrescere determinate competenze dell’individuo utili alla sua attività all’interno dell’azienda e troppo spesso l’individuo beneficia della partecipazione al corso accresce per migliorare le sue abilità e accrescere il proprio curriculum. Nell’assenza di cultura della formazione in azienda, il corso è visto come un benefit personale e non congiunto alla crescita del business aziendale.
  • Item 2 – Manca il trasferimento delle competenze
    In poche parole, la maggior parte dei partecipanti ai corsi non si preoccupa di condividere i propri sapere all’interno del team di lavoro. Cioè è dovuto all’assenza di knowledge management.
  • Item 3 – Si evidenzia un divario di competenze tra proposte e richieste
    I programmi di sviluppo esecutivo non coincidono con le competenze che vengono richieste dalle organizzazioni.
  • Item 4 – Assenza di integrazione tra conoscenze competenze e abilita’.
    Conoscenze organizzative, competenze tecnologiche e capacità manageriali, sono 3 elementi essenziali per prosperare nelle odierne organizzazioni e che necessitano di integrazione tra loro.

Il nostro ambizioso obiettivo (quasi scontato) è quello di avvicinare realmente e con semplicità obiettivi e risultati della formazione, unendoli.

Questo vuol dire che Simplify Academy è diversa dalle altre offerte formative che si trovano sul mercato! Vuoi spiegare il perché ai nostri lettori?

Assolutamente sì! Innanzitutto l’offerta Simplify è un’offerta viva, non il classico “catalogo corsi”, nel sito si possono trovare proposte “Boost” della durata massima di 8 ore, modulabili all’interno di un percorso che ogni singolo utente potrà costruirsi, scegliendo opportunamente tra le aree Tools (Hard Skills) & People (Soft Skills). L’integrazione tra le due aree è ciò che fa la differenza! Ogni percorso dell’Area Tools è supportato da nozioni sulle capacità e abilità necessarie ad agire in modo efficace le competenze apprese. Di controparte ogni percorso proposto nell’Area People troverà a sostegno modelli, strumenti, mappe, insomma lo strumento reputato maggiormente efficace a supportare le capacità impartite. Ad esempio, stiamo lavorando al percorso di Time Management (di prossima uscita) che verrà gestito a 4 mani da me per i temi Soft: allocazione, definizione degli obiettivi, delega, analisi del tempo, monitoraggio, organizzazione, programmazione e dall’Ing. Laurenti per gli elementi Hard di processo, definizione delle priorità e pianificazione nonché per l’utilizzo di uno strumento di “agenda elettronica” da noi pensato e strutturato. Nei percorsi “Evolution”, come dice la parola stessa, trovano forma percorsi strutturati che consentono nel medio e lungo termine di accompagnare le risorse in un processo di metabolizzazione di nuove conoscenze. Si tratta di percorsi di approfondimento dalle 24 alle 40 ore, proposti in modalità attiva: l’alternarsi di teoria, prove pratiche, film giochi di ruolo e autovalutazioni faciliteranno l’attivazione delle risorse personali, attraverso l’allenamento, la prova e la sperimentazione dei propri comportamenti e delle competenze acquisite. Se i percorsi vengono attivati in house, si passa ad una” progettazione a 6 mani!” che coinvolge Partecipanti, Trainer, Azienda! Con un duplice fine: realizzare un prodotto veramente customizzato e assicurare il raggiungimento degli obiettivi, nonché desiderate di tutti, favorendo il mantenimento delle conoscenze/capacità acquisite nel tempo.

Simplify Academy in 5 parole: 

Tools, People, Integrazione, Boost ed Evolution.

Nel sito e nella comunicazione di Simplify si nota un forte investimento nell’immagine e nella grafica!

Si vede? In uno degli ultimi progetti gestiti nel luxury, l’Hr Manager ha detto “per restare nel budget, facciamo anche meno ma bene! L’approccio al sistema deve essere piacevole, il portale lo vogliamo semplicemente bello” Sono amante del bello e appassionata (non esperta) di arte e ho voluto includere questa mia passione anche nel lavoro, nei messaggi che ci veicolano, nella creazione del brand e nella cura dei dettagli. Non dimentichiamo che il cervello umano ha una capacità incredibile nel memorizzare nel ricordare le immagini, e noi di Simplify vogliamo essere riconosciuti e ricordati! Il nostro Enrico Laurenti anni fa, oltre ad aver contribuito pesantemente nella scelta del nome aziendale, mi ha presentato Andrea Magnani, con il quale aveva appena concluso dei lavori per un’azienda, mi disse: “ti piacerà!” ed è stato così! Andrea Magnani, artista visivo e designer, gli siamo piaciuti, ci ha ascoltati ed ha creato un logo che parla di noi: partendo dalla nostra iniziale “S”, ha unito il movimento di forze generative ed evolutive e la psicologia della Gestalt creando dei pattern nelle due gocce, che simboleggiano la comunicazione, lo scambio di messaggi su mobile o, se guardiamo dall’alto il loro ripetersi, possono sembrare impronte in un cammino. Andrea coordinerà l’editing del magazine, proponendoci di mese in mese copertine create da artisti emergenti. La prima artista coinvolta, Rozalina Burkova, leggendo di noi ha ideato le immagini di Tools & People. In ultimo, per foto e immagini ci siamo affidati a Loreno Molaschi che ha realizzato lo shooting fotografico per gli scatti presenti sul sito, artista dell’immagine con forte propensione all’ascolto attivo. Insomma l’occhio vuole la sua parte! siamo uomini e “cerchiamo la bellezza ovunque!” (cit.Marlene Kuntz).

Quali sono le skills necessarie per lavorare nel suo settore?

Un prezioso valore aggiunto è dato dalla creatività: In questi ultimi anni le aziende hanno dovuto superare crisi economiche molto complesse e molte di esse sono riuscite a oltrepassare le varie congiunture attuando delle trasformazioni, innovandosi o rinnovandosi, grazie a manager capaci di mantenere gli stimoli per una visione diversa e che hanno saputo guidare i propri team anche verso “tracciati” non troppo percorsi! Sottolineerei poi: proattività, intelligenza emotiva e gestione dello stress, orientamento al cliente. Inoltre porrei l’attenzione nell’ordine ad una serie di qualità di base che si deve saper utilizzare adeguatamente, ovvero: essere disponibili all’ascolto, saper trovare dei compromessi che possano accontentare tutte le parti in gioco, flessibilità nell’accettare situazioni ma soprattutto idee discordanti, adattabilità ad ambienti lavorativi variabili ed imprevisti, disponibilità alla collaborazione e “camaleonticità” nei comportamenti, che metterei sotto il cappello di negoziazione e flessibilità. Ed in ultimo, non una skill ma parlo di benessere personale – felicità (come spiega la rivista digitale Aeon) una situazione preesistente di felicità conduce al successo lavorativo, e non viceversa.

Come vedi la Simplify Academy tra 5 anni?

“Guida con l’esempio” Simplify è e sarà un riferimento per i Manager e Società che vogliono innovarsi, perfetto esempio di leadership trasformazionale, con capacità di ispirare una visione e di saperla condividere, di modellare i valori dell’organizzazione, di essere fortemente orientati al cambiamento e all’innovazione, di saper coinvolgere, abilitare e sviluppare le persone attraverso un Modello di Analisi Organizzativa che stiamo mettendo appunto e che è focalizzato sull’integrazione di persone e sistemi. Tra meno di 5 anni troverete articoli dei nostri Master Trainer sulla Harvard Business Review Italia (nelle mie desiderate;) …auguriamoci di esserne all’altezza!). Sto immaginando che volto avremo e sarà quello che la tecnologia ci darà: la velocità e la trasversalità del mutamento che investe le imprese sollecitano nuovi stili e profili di leadership anche nelle società di consulenza: saranno pertanto necessari nuovi approcci mentali, rivolti alla tecnologia e al digitale, ed anche nuove competenze. La digitalizzazione dei nostri servizi, sta prendendo forma oggi, tra 5 anni avrà raggiunto notevoli livelli di interazione con i singoli utenti, oggi abbiamo un sito che, all’atto d’iscrizione ad un percorso, diventa luogo virtuale e di interscambio tra corsisti trainer e segreteria, biblioteca virtuale con possibilità di autoformazione. Tra 5 anni cosa ci riserverà la tecnologia ancora non possiamo saperlo! Io non di certo sono Apple per la semplicità di usabilità forse mi servirebbe un corso? Per quanto riguarda la nostra BU Formazione Finanziata, il XVIII Rapporto sulla Formazione Continua realizzato dall’ANPAL ci restituisce un quadro tutto sommato incoraggiante, con un complessivo incremento di partecipazione alle attività formative rispetto al passato, Il rapporto testimonia, inoltre, il ruolo centrale dei Fondi Interprofessionali, che si confermano la principale fonte di finanziamento della formazione per i lavoratori in Italia. Le imprese aderenti ai fondi arrivano a quasi 950 mila e i lavoratori del settore privato che beneficiano di piani formativi da essi finanziati sono oltre 10,6 milioni.

Quale consiglio ti sente di dare a chi si sta affacciando al mondo del lavoro?

Non fermarti davanti alle richieste del mercato, capisci prima tu dove vuoi andare e attivati! Attiva: Cuore, Testa, Occhi e Orecchie.
Cuore: Metteteci tutta la passione perché chi lavora solo per soldi, ha perso in partenza! L’unica cosa da fare è cimentarsi nel trovare un lavoro che si adatti bene alla vostra indole, cioè trovate e fate un lavoro che vi piaccia. Robert Kiyosaki afferma che quando si è giovani bisogna lavorare per imparare e non per guadagnare. Infatti lavorando per imparare si hanno molte più possibilità di svolgere quella professione che sognate proprio perché state lavorando con una certa astuzia, con intelligenza. Createvi quel background in grado di aiutarvi nelle vostre future professioni, specie se sono le professioni che sognate.
Testa, Occhi e Orecchie: Informati, studia, leggi viaggia, non sentirti mai arrivato e scegli di essere felice! Steve Jobs diceva:

“[…] ogni mattina mi sono guardato allo specchio chiedendomi: ‘Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei passarlo come sto per passarlo?’. E se la risposta è stata ‘no’ per troppi giorni di fila, so che ho bisogno di cambiare qualcosa”

Il nostro team di tecnici e formatori si distingue per l’alta professionalità e la passione, dico sempre loro che nessuno è stato inserito o scelto a caso ma, ciascuno per le proprie caratteristiche distintive che danno valore alla nostra società! Questo fa si che ci sia molta interazione in Simplify: un team formato da oramai amici, ciascuno esperto di differenti discipline, orientato all’arricchimento vicendevole delle competenze, unito da una Mission: l’impegno a trasferire valore e favorire il miglioramento continuo delle conoscenze, capacità e comportamenti attraverso le nostre attività. Come dice Chef Oldani: “L’esempio è la più alta forma di insegnamento” Un giovane che si affaccia al mercato del lavoro avrebbe da ridire, lo so, il mercato oramai è famoso per la richiesta che riecheggia negli annunci “cerchiamo neo laureati con almeno due anni di esperienza nel settore” Bene! cosa ho suggerito all’inizio? non fermarti davanti alle richieste del mercato! E aggiungo: Fai come Alessio! Alessio è uno studente universitario al primo anno della magistrale in Psicologia, è con noi da febbraio’19 ed è arrivato non per ottemperare all’obbligo di tirocinio, no perché non ancora richiesto al 1mo anno, è arrivato perché “ha la passione per la formazione” e voleva capire, oggi ha compreso che la formazione è un campo vasto, sta mettendo le basi per rafforzare le sue già buone skills, e queste basi gli potranno permettere di essere polifunzionale in questo settore, progettista, docente, project manager o quello che sceglierà.
A te che leggi: Sii in costante movimento!

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