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Chi ha seguito almeno uno dei nostri percorsi formativi in Area People, si sarà ben accorto che tutti i nostri trainer puntano a consolidare il concetto che lavorare applicando i validi principi dell'”intelligenza emotiva” aiuta ad avere più successo, mantenerlo più a lungo, gestirlo con più accortezza salvaguardando salute e affetti, riscuotendo collaborazione in misura più vera e riconosciuta.

Simplify vuole scavalcare il parere diffuso che sia meglio porre una barricata fra emozione e pensiero, partendo invece dal presupposto dell’ineliminabile onnipresenza delle emozioni in ogni azione.

Prima di noi ovviamente ci ha pensato Daniel Goleman. Psicologo, scrittore e giornalista statunitense, laureato ad Harvard, specializzandosi in “psicologia clinica e sviluppo della personalità”, dove successivamente ha anche insegnato. Padre della teoria sull’intelligenza emotiva, si occupa da tempo di queste “abilita’ emotive” che assicurano successo sul lavoro e nella vita personale.

Infatti, oggi più che mai, la misura del valore a lavoro passa anche per qualità personali come la creatività, l’iniziativa, la capacità di parlare e di relazionarsi con gli altri, l’ascolto attivo, l’empatia e l’adattamento continuo, ovvero tutto ciò che concerne il capire e controllare i propri sentimenti, entrare in empatia con gli altri, trovare l’equilibrio fra casa e lavoro, fra piacere e dovere, essere ottimisti e realisti, avere la giusta fiducia in se stessi…

 

Ma che cos’è, nello specifico, quest’intelligenza emotiva?

È una miscela equilibrata di motivazione, empatia, logica e autocontrollo, che consente, imparando a comprendere i propri sentimenti e quelli degli altri, di sviluppare una grande capacità di adattamento e di convogliare opportunamente le proprie emozioni, in modo da sfruttare i lati positivi di ogni situazione. Il termine intelligenza emotiva usato da Goleman si riferisce alla “capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali”. Sono abilità complementari, ma differenti dall’intelligenza, ossia da quelle capacità meramente cognitive rilevate dal Q.I., che rappresenta l’indice generale delle facoltà cognitive.

Un numero sempre maggiore di aziende valuta il personale secondo parametri in linea con l’intelligenza emotiva, si tratta infatti di portare il baricentro del classico QI al QE: l’abilità espressiva, la buona memoria e la capacità di apprendimento indicate da un QI elevato sono qualità che ci si aspetta da ogni business leader di spicco. Ma il QE è altrettanto importante: la bravura di un dirigente nell’interpretare efficacemente il linguaggio del corpo e la sua capacità di sintonizzarsi con lo stato emotivo degli altri può fare la differenza nel concludere o meno un affare. 

Un leader di successo deve essere a suo agio nel prendere decisioni sia in modo emotivo che in modo puramente intellettuale!

 

Perché riceviamo sempre di più richieste di percorsi di Self-Leadership e Leadership emotiva?

Perché l’intelligenza emotiva si può sviluppare! E come? imparando ad avere più coscienza di sé e self control, incominciando ad ascoltare e capire i sentimenti degli altri, tenendo presente che in palio non c’è solo l’abilità sul lavoro, ma anche la qualità della propria vita. Tra pensiero ed emozione, infatti, deve costruirsi un giusto equilibrio: conoscendo le proprie ed altrui emozioni si prendono le decisioni migliori. Basti pensare all’effetto negativo che possono avere emozioni come la paura, lo stress, l’ansia nel momento in cui l’azienda chiede più flessibilità o maggiore adattamento.

Si può quindi diventare degli intelligenti “emotivi” e Goleman vuole darne prova strutturando il suo libro come un susseguirsi di “case histories” di persone e organizzazioni che danno continua prova e supporto alle sue teorie tramite l’applicazione (o meno) delle sue idee.

Tra i numerosi libri scritti da Goleman suggeriamo sempre la lettura di “Lavorare con intelligenza emotiva“, dove viene evidenziato proprio quel fattore che fa la differenza tra un buon lavoro e una prestazione eccellente. Il segreto di chi ottiene successo, raggiungendo un’elevata prestazione, risiede proprio nell’Intelligenza Emotiva, che può essere sviluppata e migliorata per tutto il corso della vita, a partire dall’esperienza e dalle conoscenze. È infatti comprovato da numerosi studi e statistiche presentati nel libro che si può diventare sempre più abili nell’auto-motivarsi e nella gestione delle proprie emozioni, perfezionandosi in ambito sociale e accrescendo l’empatia.

Goleman vuole farci cogliere il flusso sotterraneo delle relazioni, controllare ed esprimere le sensazioni, sviluppare un sano adattamento e spirito d’iniziativa.  Il mondo del lavoro cambia continuamente e questa evoluzione ci mette di fronte a nuove sfide, ci richiede tempistiche sempre più brevi, ci dà regole da conoscere, procedure da seguire e comportamenti da sviluppare. Ogni giorno ci viene richiesto di essere più efficienti, più produttivi, più collaborativi… e la strategia più efficace da perseguire è senza dubbio quella di sviluppare nuove competenze relazionali (e non più solo esclusivamente professionali) per eccellere.

Questo è il motivo per cui “Lavorare con intelligenza emotiva” è un testo illuminante che non dovrebbe mancare nella propria libreria personale!

Miriam Munerato
Miriam Munerato

Dopo avere maturato una solida esperienza in ambito consulenziale in contesti innovativi ed…

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